lunedì 6 luglio 2009

Aurora


"E' possibile,
perché il possibile
è il limite mobile
di ciò che uno
è disposto ad ammettere.
"

Non ora non qui
, Erri De Luca


Ascoltare il mare dove il mare non si vede,
dove il mare non è.

Ascoltare il risveglio,

mentre il Mondo invece ritorna, gira stanco, con passi lenti
sopra la stessa sera, lungo la stessa strada, verso lo stesso letto.

Vorrei seguire il profilo dell'aurora,
contromano alla nostra orbita.
Navigare verso il Sole, mentre la sua luce fugge dietro il Mare.
Diventerà mai nuovo questo Giorno?

martedì 6 gennaio 2009

I sostituti


"Vivo con la tua foto, quella che ride"
La sostituta, Boris Pasternak


Storie incredibili, storie terribili, tante persone e poi una soltanto. 
Quante persone incontriamo?
Qualcosa resta, sempre. Fotografie reali, fotografie immaginarie, ricordi.
Anche quando poi vanno dall'altra parte del mondo, o dall'altra parte della vita. Restano.
Restano con la solitudine e le fotografie, i Sostituti.

Gli anni, con paziente appetito, gustano tutto, lentamente;
la voce è solo l'antipasto, il viso sarà il dessert. Nella mia memoria restano sorrisi.

Dal fondale di un mare di Tempo, tornano a galla i Sostituti, quando nessuno glielo ha chiesto. 
Sogni vaghi ad occhi aperti, sono lì e non ci sono. E non puoi nemmeno dirgliele tutte quelle cose banali: "mi manchi" o "grazie di essere qui". Magari non lo sapranno mai. Sorrisi.
Mi immagino noi, io e il Sostituto, davanti a uno specchio d'acqua quieto. Chissà la superficie cosa riflette.

venerdì 8 febbraio 2008

Le ore che tornano


"..a Custom of the Soul / Far after suffering
/ Identity to question / For evidence 'thas been"
E. Dickinson, parte finale del J957 (1864) / F917 (1865)

Nel presente, il passato riesce ad essere sempre presente. Lento, quasi un orologio rotto, fotogrammi di un fermo immagine;
la stessa scena, ripetuta. Senza pecche, il lavoro sporco degli attori.

Le lancette tornano sempre sulla stessa ora. Le stagioni si ripetono. Il passato torna presente, ricolmo di sè, goccia nel mare, poi pioggia nell'oceano.
Di fianco sulla scrivania ho il libro che leggo: d'improvviso i pensieri non mi paiono più lettere. Numeri.
Dove il ritmo quasi regolare del cuore segna inequivocabile il nostro tempo, ciclico, infinito.

I battiti tornano ancora sulle stesse ore, sempre le stesse ore, il passato torna a scorrere nelle vene. Come l'immagine nello specchio è nell'istante in cui guardiamo, copia di ciò che solo poco fa saremmo potuti essere.
Mi sembra di scrivere sempre sullo stesso foglio, parole che si sovrappongono.

sabato 10 novembre 2007

Il mio nome è nessuno


"Passò un pò di tempo.
Il silenzio sbocciò come un fiore al buio,
e il suo profumo si distese su tutto
senza farsi notare
"
(Da Il mio nome è Rosso, Orhan Pamuk)



Stanotte i rumori fuori la finestra sembrano cadere da lontano, lenti, come petali. Strappati ai fiori del Silenzio.
Fredda la notte.

Il vetro è appannato, guardandoci attraverso
oscurità e luci si mescolano; colori nuovi, singhiozzi di un assonnato sguardo. Lì fuori tutto questo non esiste.

Stanca è la luce che indossano i fiori sbocciati dal Silenzio.
Ha piovuto.

Ha il sapore di rugiada questo Silenzio. Disseta le strade, sfama foglie, piante;
e venti danzano lenti e caldi come culle. Tutto augura i sogni migliori,
tutto è già sogno.
Il mio nome è silenzio, il mio nome è sogno.
Il mio nome è nessuno.