mercoledì 14 novembre 2012

La baia dei porci

Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
(Horacio Verbitsky)

Libertà è il concetto base per la propaganda Statunitense. L'ipocrisia più forte è rivendere la libertà come se fosse accessibile solo agli U.S.A.; come se la libertà possa muoversi solo entro le barriere decise dallo stato più potente del mondo.

Il presidente degli Stati Uniti più famoso della storia, Kennedy, reso immortale dal suo assassinio, fu coinvolto nell'avvenimento più vicino ai film sui disastri degli stessi americani: si narra tra favola e leggenda di come abbia avuto in tredici lunghissimi giorni il destino del mondo tra le mani, in un periodo in cui sembrava bastava la semplice pressione di un tasto rosso per coprire i cieli del pianeta di bombe atomiche. Naturalmente hanno fatto un film anche su quello.

In verità prima di quei tredici giorni, ci fu un'altra operazione militare degli Stati Uniti molto meno famosa e anche meno onorevole. Fu voluta dallo stesso Kennedy. Essa spiega insieme ad altri errori del presidente i motivi di una Russia inferocita contro il popolo statunitense.

Si tratta della Baia dei porci: Kennedy voleva rovesciare il governo di cuba e sfruttò esuli cubani per provarci. Immagino che se la sua operazione avesse avuto successo sarebbe stata camuffata e sarebbe stato l'ennesimo trionfo della bandiera a stelle e strisce verso la vittoria (non so bene di che).
Qui c'è la fredda cronaca:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sbarco_nella_Baia_dei_porci

Ma quello che vorrei sottolineare è la lettera scritta dal presidente russo a Kennedy dopo quella fredda cronaca. E' una lettera da leggere e approfondire. Si intitola "di quale libertà state parlando?"

Ne riporto qui la versione originale

Khrushchev to Kennedy: Of What Freedom Are You Speaking?
http://www.marxists.org/archive/khrushchev/1961/04/22.htm

Qui la traduzione di Google in italiano:
http://bit.ly/RC6rVx

Certo il nome "baia dei porci" fa quasi sorridere. Sembra proprio che il posto fosse destinato ai politici che si tramutano come per magia nei maiali che si strozzano nel fango del peggio delle nostre anime.

Dopo questa revisione abbozzata della storia, mi viene da pensare al romanzo "1984". Lì il protagonista, non a caso, era il revisore della realtà in base alle esigenze del Governo.
Gli U.S.A. amano dire una cosa e farne altre di nascosto. Deve essere questa la loro libertà.