venerdì 16 ottobre 2009

Occhi nella notte, specchi nella notte.



Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.


Paris at night - J.Prevert


Non si conoscono, ma si ritrovano ora nello stesso letto,
a consumare in sogni e mondi diversi la stessa oscurità.

Eppure sono insieme.

Eppure una stessa onda scuote di soprassalto lei,
che urla dallo spavento, e lei travolta da questa onda finisce con il suo grido
su di lui, sul suo fianco, come su una spiaggia che accoglie la spuma stanca in riva.

Lei lo guarda ancora spaventata, lo stringe, il salvatore sconosciuto.
Mentre in fondo anche lui è un pò scosso. Due cuori che galoppano, e all'improvviso si scoprono.

Non sanno i loro nomi. Sono due ombre indefinite, forse anche a loro stessi.
Non c'è nessuna ragione per non pensare che siano due ombre fuse, in un'unica ombra.

A questo punto lei ricorda quella poesia di Prevert. Lei fuma. E ha un accendino.
Si smuove, torna a spaccare queste due ombre incerte, così fruga tra il buio e un giorno che non arriva.



La scintilla vicino alle sue labbra precede la fiamma, e le sue parole che la agitano: "Guardami, ricordami.".

La fiamma muore. "Ora descrivimi".
Lui non capisce, ma si sente interessato. Lei è bella. E merita di essere spiegata, soprattutto a se stessa.
Comincia così a descrivere il suo volto. Dettagli, all'inizio generali, poi più precisi.
Poi parole come baci.

Lentamente qualcosa accade nella sua voce; la notte si intrufola, si mischia anche lì, alla realtà di un momento, che già si dissolve nella eterna memoria del buio.

Così lei cambia, nel ricordo di lui, sfuma, un corpo che si scioglie come cera.
Nella sua testa, lei comincia a somigliare alla notte.

E lei ascolta, e vede di fronte uno specchio, uno specchio oscuro, nel quale si riflette con le parole che lui sussurra.

Lui descrive ora la notte, viva e silenziosa, bella e intrigante, infinita.

E lei la vede, ora, bene. Ci si immerge, come fa la luce della luna sul mare, sotto l'orizzonte.